TRAN QUANG HAI : IL CANTO ARMONICO IN ASIA CENTRALE E IN SUD AFRICA

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IL CANTO ARMONICO IN ASIA CENTRALE E IN SUD AFRICA

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Simposio Annuale di Etnomusicologia / CONFLUENCES CAPE TOWN UNIVERSITY, SOUTH AFRICA 16-19 LUGLIO 1997. By TRAN QUANG HAI (CNRS- Paris-FRANCE)

  • VISIONE GENERALE
  • CINQUE STILI DI CANTO ARMONICO A TUVA
  • CANTO ARMONICO IN TIBET
  • CANTO ARMONICO IN SUD AFRICA: UMNGQOKOLO NGOMQANGI

VISIONE GENERALE

L’area più nota per il canto armonico si trova in Asia Centrale, più precisamente Tuva Occidentale e il Nord-Ovest della Mongolia. Un gran numero di cantanti pratica il canto armonico, una tradizione che ci riporta ai tempi degli affari sulla Via della Seta, in accordo con alcuni riferimenti nelle canzoni Tuvane. C’è una ricca cultura di canto armonico, come dimostra l’esistenza di molti stili diversi, di canti classici regionali con grandi differenze personali e il numero dei cantanti. In Tuva esistono quattro stili di base chiamati: kargyraa, borbannadyr, sygyt, and ezengileer. Borbannadyr, fu chiamato così in alcune regioni, ma in altre regioni è il termine che indica il canto armonico in genere.

Tutt’oggi esiste questa funzione ma xoomej può allo stesso tempo essere il nome per uno stile separato, diverso dal borbannadyr. In aggiunta a questi stili esistono alcuni sotto-stili, come il popolare sygyt medio, kargyraa della steppa e della montagna, e lo “stil Oidupa”. Questo è un sotto-stile di kargyraa chiamato così da quando il cantante l’inventò, esso è considerato come il primo stile urbano. I parametri per questa emic[1] – o classificazione popolare, sembra essere la melodia della fondamentale, la melodia degli armonici e il colore del suono o tutto l’insieme.

I Mongoli non hanno una classificazione tradizionale dei loro stili di canto armonico. Le Badraa e il cantante Tserendavaa tentarono di fare una classificazione delle antiche specialità popolari di canto xoomij della Mongolia. I loro risultati sembrano basati su due criteri: il paese di origine e la parte del corpo che risuona durante l’emissione del canto xoomij. Loro proposero sei stili differenti: uruulyn (labiale) xoomii, tagnain (palatale) xoomii, xamryn (nasale) xoomii, bagalzuuryn (gutturale o di gola) xoomii, tseejiin xondiin or xevliin (della cavità toracica o dello stomaco) xoomii and xarxiraa. La classificazione degli stili è controversa in quanto cantanti diversi hanno opinioni differenti riguardo la sua costituzione e anche circa il fatto che sia o no xoomii.

Va anche menzionato il fatto che gli stili di canto armonico Tuvano Khakassian “xaj” e Mongolo Gorno-Altaian “kaj” accompagnavano in genere canti epici.

Cantanti Tuvani e in misura minore anche Mongoli, viaggiano per il mondo esibendo il loro xoomej, poco si sa riguardo altri stili dell’Asia Centrale.

Un caso speciale è il “uzliau” o “tamak kurai” di Bashkirs, che è nella parte europea della Russia, alcune migliaia di chilometri da Tuva. Questo è il nome per il loro canto armonico, con melodie simili a quelle degli ordinari canti popolari.

I Baskirs sono un popolo Turco che si mosse dall’Asia Centrale o Saiano Altai nel primo millennio. Wainshtein avanzò l’opinione che loro avrebbero potuto portare con se questo particolare stile di canto muovendosi dall’Asia Centrale verso ovest. Se è così, continua a scrivere poi, xoomej esisteva prima della loro migrazione, cioè nella seconda metà del primo millennio.

Il fenomeno vocale Tuvano Khöömei (letteralmente gola) negli ultimi dieci anni ha entusiasmato il pubblico di tutto il mondo: Stati Uniti, Olanda, Canada, Germania, Svezia, Francia, Spagna, Giappone, Australia.

Nel 1969 cominciai la mia ricerca sullo stile xöömij Mongolo che era molto più chiuso dello stile Sygyt Tuvano. Poi scrissi un articolo, riguardo la mia “scoperta di questo stile di canto split-tone”, sul punto di vista acustico in cooperazione con Denis Guillou in un libro pubblicato dalla Japan Foundation nel 1980. Un altro articolo importante scritto con Hugo Zemp riguarda la mia ricerca sperimentale sugli armonici e fu pubblicato a Ginevra nel 1991. Il film the Song of Harmonics, diretto da Hugo Zemp nel 1989 con me come co-autore fu realizzato nel 1989 a Parigi.

Solo nel 1977 ascoltai per la prima volta il canto armonico dei Tuvani dall’LP pubblicato da Melodia GOCT 5289-68 “Pesni i Instrumental Nye Melodii Tuvy ” (canto e melodie strumentali di Tuva) con le note di copertina di G. Tchourov.

Lebedinskij nel 1948 scrive: “È innaturale per una persona cantare due note allo stesso tempo. Il timbro è evidentemente snaturato, per non menzionare le note fondamentali e le armoniche, o overtones, e che è onestamente innaturale la durata di tempo in cui il fiato è sostenuto”.

Nel 1964 Aksenov fu il primo ricercatore russo a scrivere un importante articolo sulla musica popolare di Tuva (una prima versione in inglese fu pubblicata in Asian Music Journal – New York, USA, nel 1973).

Dagli anni della Perestroika e con la ripartizione dell’Unione Sovietica Tuva ha ripristinato la Musica Tradizionale e il Buddismo Tibetano. La “rinascita culturale” è così cominciata. Nel 1992 e nel 1995 furono organizzate gare e competizioni di canto Khöömei in Kyzyl, capitale della Repubblica di Tuva. Dal 19 al 21 giugno 1995 fui nominato Presidente al secondo “International Symposium and Festival of Throat-Singers” (letteralmente: Simposio Internazionale e Festa dei Cantanti di Gola).

I cantanti di Tuva in genere usano le armoniche superiori dalla sesta alla tredicesima. Cantanti rinomati possono arrivare a cantare la diciottesima armonica. Durante la dominazione russa questo tipo di canto non fu incoraggiato dalle autorità sovietiche ma sopravvisse. Nei tempi antichi i cantanti di armonici si specializzavano in un singolo stile o in due stili di riferimento. Oggi è invece comune vedere cantanti che utilizzano più stili abbinati per segmenti. Se un cantante di armonici non è in grado di dominare i cinque stili di base (khoomei, sygyt, borbannadyr, ezengileer, kargyraa ) non è considerato un buon cantante. Ai giovani cantanti piace abbinare il canto di gola con rock, pop, punk e disco music.

Da molti anni avvengono gare e concorsi nazionali di Khoomei a cui partecipano spesso anche più di trenta o quaranta cantanti alla volta.

Vengono scoperti giovani talenti come Schaktar Schulban di 11 anni, che ha imparato ascoltando i cantanti Khoomei alla radio e alla televisione da quando aveva cinque anni. Egli può cantare in stile kargyraa a 70 Hz come fondamentale e passare allo stile sygyt durante lo stesso pezzo e cantare le armoniche superiori fino alla dodicesima, ovvero 2880 Hz (è molto difficile per un cantante adulto raggiungere questa armonica superiore).

Onda Mongun-Ool (di 17 anni) è un virtuoso dello stile sygyt e Bujan Dondak (di 20 anni) è uno specialista dello stile kargyraa.

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I CINQUE STILI DI OVERTONES A TUVA

Per avere un’idea chiara riguardo i cinque stili di base del canto armonico di Tuva è innanzitutto necessario analizzare i diversi brani in questi due compact discs indicati in questo foglio.

Khoomei è uno stile vocale che permette al cantante di ottenere simultaneamente due suoni diversi e a volte anche tre: una fondamentale grave come un ronzio e l’altro (o altri) una melodia di armonici avente una o due formanti (ies).

In acustica le armoniche sono suoni le cui frequenze corrispondono a multipli interi. Se il cantante intona una fondamentale di 2oo Hz (che viene scritto H1=200Hz) l’armonico n° 2 (che viene scritto H2) dovrà essere di 400 Hz, H3=600Hz, ecc… in questo scritto nomino H2 e H3 quello che si intende per 2° armonico o 3° armonico.

Khoomei è il termine comune per il canto armonico, l’origine di tutti gli stili. Letteralmente significa “Gola, Faringe”. È considerato lo stile più antico da molti cantanti Tuvani. Esso suona come lo stile Sygyt con una fondamentale acuta, ma senza tensione, con armonici morbidi nella bocca. L’uso di ornamenti ritmici accentua il battito del canto. Oggi il canto è spesso veloce e forte. Abbellimenti divengono tremoli come nello stile borbannadyr (dopo Mark Van Tongeren) Sygyt (scritto anche Sigit) è un armonico acuto che suona come un flauto, un fischio, per lo più combinato con un testo. Sygyt significa “fischio”. Il canto in stile sygyt comincia senza armonici. Alla fine della frase la linea melodica termina con un suono fondamentale sostenuto a cui il cantante sovrappone una seconda melodia con armonici. (generalmente H9,H10 e H12, alcune volte H8,H9,H10,H12,H13). I migliori cantanti di Sygyt sono Mongush Mergen, Tumat Kara-ool, Chuldum-ool Andrej. Borbannadyr è prodotto con una fondamentale dal registro basso o baritonale. Il canto è caratterizzato da una pulsazione ritmica asimmetrica e normalmente non è cantato con un testo. Il termine è derivato dal verbo borbanna (rotolare sopra). Il cantante può utilizzare il tremolo di armonici e può creare un effetto trifonico con la fondamentale, il primo livello di armonici a quinte parallele (armonico 3: una ottava + una quinta superiore), e un secondo livello di armonici che muovono in melodia. Questo stile è cantato anche in un registro più alto di quello usato in kargyraa e con una risonanza più nasale. Mikhail Dopchun, Tumat Kara-ool, Anatolii Kuular sono i migliori esponenti di questo stile.

Ezengileer è prodotto da una rapida vibrazione delle labbra cantando su una fondamentale grave. Produce armoniche superiori brillanti e morbide melodie. Entrambi i suoni, quello alto (nasale) e quello basso (di gola) sono importanti. L’alternanza dei due diversi suoni sembra definire lo stile. Esso è caratterizzato da un asimmetrico ritmo pulsante e galoppante che suggerisce l’idea di cavalcare.

Ezengi significa staffare la parte metallica di una briglia. Normalmente canti in stile ezengileer si eseguono quando si cavalca. Oggi lo stile è eseguito raramente ed è considerato piuttosto difficile. Mongush Mergen e Ondar Marzhymal sono i migliori cantanti di questo stile.

Kargyraa è un’armonica molto grave, si canta con fiato lungo e vocali aperte (u, o, ö, a) ed è utilizzato in canti in cui si esegue un testo. Il termine è un omonimo dell’onomatopeico verbo kargyraa che significa “espettorare”. L’altezza della fondamentale varia da 55 Hz a 65 Hz.

Oltre ai cinque stili di base, possiamo trovare altre sub-categorie:

Opei-khoomei è una ninnananna khoomei, simile al ritmo che si usa per cullare un bambino che dorme. A volte è chiamato tönmes khoomei (khoomei senza fine).

Khovu-kargyraa è il kargyraa della steppa praticato quando si va a cavallo nella steppa con il vento che fende giusto nell’angolo della bocca con le labbra arricciate. Il vento amplifica gli armonici. (Questo stile si può ascoltare nel compact disc Tuva – Voices from the Center of Asia – Smithsonian Folkways – CD SF 40017, track 1)

Dag-kargyraa è un kargyraa della montagna, praticato sulle montagne producendo un eco e cantando con esso. Timbro e tempi hanno un ritmo diverso dal khovu-kargyraa.

Chelbig-kargyraa è un kargyraa del ventaglio, si ottiene muovendo continuamente un ventaglio davanti alla bocca. La circolazione dell’aria prodotta dal ventilatore genera differenti effetti di kargyraa.

Sygytting borbannadyr è il canto sygyt nello stile borbannadyr, conosciuto anche come stile Gennadi Tumat perché egli lo ha sviluppato.

Chilandyk è una combinazione dello stile sygyt e kargyraa alternando il registro grave e quello acuto. È chiamato anche chilandyk (il grillo) e produce lo stesso suono.

Dumchuktaar (dal naso) significa khoomei cantato attraverso il naso, si esegue con la bocca quasi completamente o completamente chiusa. Può essere associato ad altri stili con carattere nasale come kargyraa, sygyt, khoomei.

Kangzyp è un tipo di armoniche superiori che si canta per qualcuno che è depresso o triste. Il vocabolo kangzyp è probabilmente derivato dal verbo kangzyyr, che significa “gemere” (come un cane) o figuratamente “importunare”.

Xörekteer (xörek vuol dire petto). Si riferisce a uno stile attuale con il canto di petto della melodia prima delle armoniche o tra le parti con armocici. Viene cantato con le parole. Se è eseguito nel registro più basso viene chiamato xörekteer. Lo canta Gennadi Tumat.

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CANTO ARMONICO IN TIBET

Anche alcuni monasteri Tibetani sono famosi per i loro suoni armonici, vale a dire quelli di Gyuto e Gyume, dove “Tantras” (scritture Buddiste) vengono intonate in modo che due o più armonici sono udibili. Probabilmente questa tecnica fu introdotta da Tzong-khapa nel XV Secolo a. D. Le parole pronunciate in questi Tantras non possono essere comprese a livello logico, in quanto non sono contenute nel corrente linguaggio Tibetano. È piuttosto un linguaggio simbolico a cui la molteplicità dei vocaboli dona un carattere magico. Questo carattere magico è rinforzato dagli armonici prodotti da questa speciale tecnica. Qui le armoniche superiori possono realmente essere viste come una estensione del linguaggio, in quanto essi vengono emessi solo quando vengono intonati i Tantras e perciò gli armonici vengono associati al significato magico delle parole.

Lo stile utilizzato da questi monaci assomiglia nell’estensione al Tuvano “borbanndyr” anche per quanto riguarda il suono e la posizione della bocca. L’utilizzo e le funzioni del canto presso i Tibetani è così diverso da quello dei Nomadi dell’Asia Centrale, che non si sa a tutt’oggi se abbiano o meno condiviso una tradizione comune.

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CANTO ARMONICO IN SUD AFRICA: UMNGQOKOLO NGOMQANGI

Il caso dell’Africa Meridionale richiede una attenzione speciale, in quanto esso esiste isolato all’interno del continente africano, allo stesso tempo mostra una evoluzione estremamente alta e rappresenta l’unica cultura di armonici in Africa. Il popolo in questione è Xhosa, vive nella parte a sud-est della Repubblica del Sud Africa dove il musicologo Dave Dargie intraprese una intensa ricerca. Tutto il materiale che riguarda gli Xhosa può essere trovato in questo libro: “Xhosa Music” (1988).

Ascoltando la musica strumentale del Sud Africa e dei Paesi adiacenti il numero e gli strumenti che producono gli armonici è impressionante. C’è Jew’s harp (nome inglese per lo scacciapensieri), che gli Xhosa chiamano “isitolotolo” che usa gli stessi principi del Tuvano “xomus”, ma che viene suonato in maniera più ritmica. Un equivalente del Tuvano “igil” o del Mongolo “morin xuur” può essere trovato in Namibia e Botswana. Vi è un grande numero di altri cordofoni che usano gli armonici come materiale melodico di base, come un gut pluriarc  in Botswana e il sistema friction bow “chizmabi” dallo Zimbawe. Uno strumento più universale è che gli Xhosa parlano in maniera indisciplinata ed enfatica, tenendo un bastone inarcato con la bocca. Le armoniche superiori risuonano cambiando la forma del cavo orale e l’esecutore può allo stesso tempo fischiare. Dall’inizio di questo secolo tale strumento si chiama “ca” (l’arco), ritrovarlo a Tuva è facile.

Oltre alle similitudini nella musica strumentale, Xhosa e Tuvani cantano armonici comuni. Nel 1980 Dave Dargie scoprì questo modo straordinario di cantare delle donne di Xhosa, con una qualità del suono piuttosto simile al Tuvano “kargiraa”. Questo viene chiamato “umngqokolo” (la q rappresenta un suono sbattuto che si ottiene con la lingua) e le armoniche sono prodotte intenzionalmente su una di quattro diverse fondamentali (F,G,D,F). questo stile generalmente non permette di ottenere gli armonici molto chiari ma una donna di Xhosa, Mrs. NoWayyilethi Mbizweni, ha uno stile personale molto chiaro che lei ritiene di aver trovato completamente da sé. Il suo canto, chiamato “umngqokolo ngomqangi”, richiama fortemente al suono del bocca enfatica e indisciplinata. Sebbene lei sostiene di essere stata ispirata da “umqangi” un coleottero. Ragazzi puntano questo coleottero riverso su una spina, tengono l’insetto ronzante di fronte alla bocca e risuonano con il cavo orale le armoniche.

Stando alle conoscenze attuali queste tecniche non sono molto diffuse in Africa. C’è almeno un’altra area nell’Africa Meridionale dove gli armonici vengono utilizzati ma ciò non è ancora stato investigato a sufficienza.

Da ultimo ma non da poco, i cantanti possono spesso eseguire armonici senza sapere che lo fanno. Gli studiosi “etic” o che fanno valutazioni analitiche possono parlare di canto armonico ma i cantanti stessi non sono consapevoli delle caratteristiche del loro modo di cantare. Speriamo che il lavoro sul campo ci permetterà di approfondire la concezione e l’esperienza psicoacustica di questi cantanti.

Trân Quang Hai (National Center for Scientific Research, UMR 9957, Paris, France).

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[1] Emic è un termine tratto dalla linguistica. Si contrappone ad Etic. In questo caso di intende un diverso approccio etnologico. Etic valuta con parametri propri un diverso contesto etnico (etic), si potrebbe dire guardando dall’esterno. Emic cerca di valutare conoscendo i parametri propri di quel contesto etnico (emic), si potrebbe dire guardando dall’interno.

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